La fattoria ecologica del Montetiffi

La breve valle del torrente Uso, che si inserisce tra le più grandi del fiume Marecchia e fiume Savio, specialmente nella sua parte alta è ricca di suggestioni, di splendidi paesaggi, di inimitabili strutture architettoniche.
Entrando nella valle, il viaggiatore rimane colpito dalla presenza di diversi borghi e chiese in pietra concia. Si comincia da Ponte Uso, un paese relativamente moderno realizzato proprio nelle vicinanze del corso d’acqua.
La chiesa di San Paolo ospita uno splendido crocefisso ligneo di Padre Venanzio Reali. Sopra Ponte Uso, in una felice posizione, si trova l’abitato di San Paolo, perso tra prati e campi, circondato da querce gigantesche. Coperte da rampicanti, le mura in pietra della chiesa di San Paolo.

Montetiffi è certamente il più importante borgo dell’alta valle Uso, luogo di congiunzione tra la Romagna ed il Montefeltro. Arrivano leggere le voci dalla pianura, mentre la montagna si fa sentire con determinazione. Il borgo conserva parte delle sue caratteristiche medievali, alcuni edifici sono costruiti sui resti delle strutture difensive del castello. Erano diverse le torri di guardia che proteggevano Montetiffi. Con i suoi pochi abitanti, arroccato su una rupe, il borgo ospita uno dei più importanti monumenti d’arte romanica che la Romagna possa vantare.

L’Abbazia Benedettina è stata edificata dai montetiffesi verso la metà del secolo XI in onore dei santi Martino e Bartolomeo e donata ai monaci di san Benedetto. I muri, di notevole spessore, sono in pietra concia come parte del soffitto, l’interno è ricco di opere d’arte; si possono osservare in una nicchia e nella sacrestia del presbiterio importanti affreschi di scuola trecentesca, in un’altra nicchia è conservato l’antico stipite dell’altare, risalente al 1120.

Il masso su cui sorge Montetiffi degrada fino al torrente Uso e un sentiero inciso nella roccia collega il borgo al corso d’acqua... in questa zona si trovano il ponte romanico e il mulino Tornani. Il ponte, ad arco a tutto sesto, era l’unico collegamento di quest’area tra la Romagna e il Montefeltro. Attualmente necessita di urgenti restauri; stesso problema per il mulino Tornani, usato fino agli anni ‘50 per la produzione della farina. Al suo interno è ancora possibile osservare le macine e le canalette dove scorreva veloce l’acqua. Il ponte e il mulino sono inseriti in un ambiente unico dove lo scorrere millenario dell’acqua ha scavato la roccia formando cascatelle, laghetti, marmitte dei giganti; una visione non ripetibile e bellissima.

Ritornando a Montetiffi, all’ingresso del borgo merita una visita il nucleo oratoriale di san Luca senz’altro molto più antico di quanto le vestigia architettoniche possano far pensare. Montetiffi è anche e soprattutto conosciuto come il paese dei tegliai.
Il " testo di porosa argilla" su cui viene cotta la piada, il pane della Romagna.


Così il poeta Giovanni Pascoli ricorda questo mestiere millenario che ha la forza della roccia:

"...Fosse andato pur là dove è maestra gente in far teglie sotto cui bel bello scoppietti il pungitopo e la ginestra. A Montetiffi:...!

L’arte è stata tramandata pazientemente di generazione in generazione. Dei numerosi e affermati tegliai della Valle dell’Uso, oggi resta solo Leone Reali.

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